2009-2015 Prime osservazioni sulla DM nel Cane Lupo Cecoslovacco

in questa tesi di laurea il primo dato scientifico su patologia, genetica e incidenza

2009-2015 Prime osservazioni sulla DM nel Cane Lupo Cecoslovacco

Cari Utenti,
finalmente, dopo tante discussioni, abbiamo un primo punto fermo circa la questione Mielopatia Degenerativa nel Cane da Lupo Cecoslovacco. Dopo la conferma definitiva della presenza di questa patologia nella razza con l’esame istopatologico di Elvys, con questo lavoro completo e minuzioso della Dr.ssa Ylenia Gridelli con la supervisione del Prof. Gualtiero Gandini, si rende disponibile e fruibile uno spaccato della questione, dalla sua nascita alla fine del 2009 fino ad oggi.
Non è certo una lettura leggera, sono circa 90 pagine di argomenti spesso non semplici, ma con esso ora è a disposizione di tutti coloro che desiderano lasciarsi alle spalle opinioni e pareri personali, un elaborato ottenuto con criteri e metodi strettamente scientifici. Dal capitolo 4, pagina 41, la parte specifica sul Cane Lupo Cecoslovacco.

 

La parte sicuramente più interessante è quella statistica che prende in esame un campione che rappresenta il 7% della popolazione italiana nata negli ultimi 10 anni, porzione questa che in termini statistici è definibile come ragguardevole in quanto permette di attestare i risultati a un livello di confidenza oltre il 90% e di stimare un errore campionario del 3%. In parole semplici ciò significa che le informazioni ricavate da un simile campione forniscono una immagine molto fedele della realtà oggettiva della popolazione.

 

LA MIELOPATIA DEGENERATIVA: PRIME OSSERVAZIONI IN ITALIA NEL CANE LUPO CECOSLOVACCO 

Abstract:

“La Mielopatia Degenerativa del cane è una malattia degenerativa a carattere progressivo del sistema nervoso centrale che si rende evidente in età avanzata e colpisce molte razze nonché meticci, con un decorso clinico che porta all’incapacità di deambulare e quindi all’eutanasia dell’animale affetto.
Descritta per la prima volta nel 1973 come malattia esclusiva del Pastore Tedesco, una maggiore comprensione del meccanismo patogenetico è dovuto alla comparazione con una forma di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) dell’uomo con cui condivide la medesima eziopatogenesi essendo entrambe legate alla mutazione di una proteina chiamata SOD-1; nel 2009 infatti è stata scoperta una correlazione tra gli animali affetti e questa mutazione,  indicando così una forte predisposizione genetica, la cui trasmissione è definita Recessiva a Penetranza Incompleta o Parziale in quanto non tutti gli animali predisposti (omozigoti mutati) hanno sviluppato la malattia. Le più recenti teorie ipotizzano il coinvolgimento di uno o più geni modificatori.
Per evidenziare questa mutazione è disponibile un test genetico effettuato mediante metodica PCR, permettendo così di conoscere il genotipo degli animali. La mutazione presente in omozigosi rappresenta il più importante fattore di rischio per lo sviluppo di questa grave malattia. La diagnosi certa è possibile solo tramite esame istologico post-mortem del midollo spinale, mentre intra-vitam è possibile effettuare un protocollo diagnostico mirato ad escludere le eventuali patologie che possano mimare i sintomi della mielopatia degenerativa, permettendo così una diagnosi presuntiva della malattia che, in associazione con la positività del test genetico, permette di diagnosticare con scarsa percentuale di errore la malattia.
A partire dal 2009 in concomitanza con la diffusione di questo test genetico si è cominciato a sospettare la presenza della Mielopatia Degenerativa nella razza Cane Lupo Cecoslovacco, discendente diretto del Pastore Tedesco, ovverosia la razza in cui questa malattia è stata maggiormente studiata per oltre 40 anni.
Il forte sospetto fu reso più consistente da diverse diagnosi differenziali sia in Italia che all’estero che portarono ad una rilevante diffusione del test genetico come profilassi genetica per gli accoppiamenti. Nel 2015 viene riportata la prima conferma definitiva mediante esame istopatologico su un soggetto maschio di 9 anni.
Un campione stimato del 7% della popolazione Italiana è stato analizzato secondo i genotipi risultati dal test genetico di ogni soggetto, rilevando una frequenza allelica della mutazione di 0,21% e una frequenza di genotipi ad alto rischio di sviluppare la malattia del 5% del campione.
Questa porzione di animali a rischio è stata ulteriormente suddivisa tra animali asintomatici (2,08%), con sintomatologia compatibile (0,69%), deceduti con diagnosi presuntiva (1,38%), con diagnosi differenziale (0,34%), con conferma istopatologica (0,17%) e deceduti per altra causa (0,17%). Da rilevare che tutti i cani asintomatici hanno un’età inferiore alla soglia media di insorgenza dei sintomi quindi non è stato possibile rilevare nessun soggetto anziano geneticamente predisposto senza sintomi compatibili con DM o morto per altra causa in età avanzata.”

 

Tesi completa: LA MIELOPATIA DEGENERATIVA: PRIME OSSERVAZIONI IN ITALIA NEL CANE LUPO CECOSLOVACCO

 

Alessio Camatta

 

 

Articolo inserito il 05/04/2016