L'indice Cranio Strutturale nel CLC e nel Lupo

Morfologia della Testa

L'indice Cranio Strutturale nel CLC e nel Lupo

Nello studio morfologico del cane, la testa, è una delle parti fondamentali in quanto conferisce l’identità della razza al primo ed immediato impatto. Per quanto essa rivesta un ruolo principale nella valutazione, la testa da sola non è sufficiente a fare un soggetto di pregio: “nessun cane risulta un buon soggetto solamente per possedere una buona testa: è il cane nella sua totalità che è importante e la più bella testa che si sia mai vista non è di alcuna utilità per la sua razza se è attaccata ad un corpo disarmonico o che presenta un deleterio difetto..” (Canton, 2011).

Nessuna regione anatomica del cane però è tanto complessa e variabile come la testa. Essa è costituita di 27 ossa distinte sulle quali si dispone un complesso sistema di muscoli, a sua volta coperto di tessuti molli, pelle, pelo e complessi cartilaginei quali le orecchie. Per comprendere a pieno la testa è necessario averne una buona conoscenza anatomica di base da applicare poi all’osservazione e al tatto per avere la giusta comprensione di come sono formate le regioni anatomiche che non sono direttamente visibili e apprezzabili. Conformazioni che risultano cruciali nel determinare una testa corretta ed una tipica espressione. Ancora più complesso è poi lavorare in allevamento, con cognizione di causa, con l’immenso complesso poligenico che determina tutti questi aspetti il cui insieme formano la testa.

 

 

Lo standard del Cane Lupo Cecoslovacco descrive la testa in questi termini:

ASPETTO GENERALE:

Rapporto cranio facciale 1:1,5

“Testa: Simmetrica, ben cesellata. Vista di lato e da sopra, ha la forma di un cuneo smussato. Dimorfismo sessuale evidente.

REGIONE DEL CRANIO

Cranio: visto di lato e dal davanti, la fronte è leggermente arcuata, solco frontale poco marcato, occipite ben visibile.

Stop: moderato

REGIONE FACCIALE

Tartufo: di forma ovale, nero

Muso: asciutto, non grossolano; canna nasale dritta

Labbra: Ben tese, angoli chiusi, rime labiali di colore nero

Mascelle e denti: mascelle forti e simmetriche. Denti ben sviluppati,

Guance: asciutte , con muscolatura sufficiente, non marcatamente protundenti. soprattutto i canini. Chiusura a forbice o tenaglia con 42 dentidisposti secondo lo schema normale della specie.

Occhi: piccoli obliqui, color ambra, palpebre  ben aderenti  

Orecchie: eretti, sottili, triangolari, corti (cioè non più lunghi di 1/6 dell’altezza al garrese); il punto laterale dell’inserzione dell’orecchio e l’angolo esterno dell’occhio sono in linea diretta. Una linea verticale dalla punta dell’orecchio dovrebbe scendere aderente ai lati della testa”

Per quanto possa sembrare una descrizione dettagliata, se prendiamo in esame ciascuna delle regioni anatomiche ci rendiamo conto che lo standard detta solo delle linee principali e alcuni dettagli. La parentela con il Lupo (Canis Lupus Lupus) indica sicuramente l’aspirazione morfologica della testa nel CLC come parametro guida e di dettaglio. Ma ciò è possibile realmente solo in parte perché la regione della testa nel Lupo è caratterizzata da parametri biometrici che non si trovano nei cani, neanche nel più bel Cane Lupo Cecoslovacco.

Primo fra questi il volume del cranio in generale in rapporto alle dimensioni del corpo; è sufficiente anche una limitata osservazione dal vivo di un lupo per avere percezione di questa differenza. Il Lupo ha un rapporto maggiore che vuol dire una testa più grande in rapporto al corpo, se confrontato al CLC.

Nella domesticazione nel cane moderno si riscontra una diminuzione del volume del cervello (Zeder, 2012), in particolare si è riscontrato una acuta riduzione del sistema limbico, componente cruciale nelle risposte di lotta e fuga. Sembra plausibile che il processo di domesticazione abbia ridotto quelle parti di cervello che inibiscono nel Lupo il contatto e la collaborazione con l’uomo. Questa riduzione quantificata in un valore medio del 30% viene ritenuto uno dei fattori più importanti delle variazioni della morfologia cranica del cane moderno (Ostrander, 2013).

Questa ipotesi è supportata dai risultati del più grande esperimento sulla domesticazione, quello quarantennale delle volpi russe di Novosibrisk, nel quale sono state documentate importanti riduzioni della testa associate all’univoco criterio di selezione usato, la scelta generazione per generazione dei soggetti più docili (Trut, 1999).

E’ facilmente comprensibile come nel CLC  si sia perso molto di quel rapporto: la selezione militare dei primi anni aveva come linee guida il carattere per gli scopi militari e la conservazione della struttura del Lupo. Ecco che i notevoli risultati in termini di docilità emersi nei primi F3 e ibridi di interlinea utilizzati nel servizio operativo devono avere portato ad una riduzione complessiva del volume del cervello e a importanti modificazioni morfologiche nella testa, nonché la sua riduzione; in tutto questo si è anche preservata nei limiti del possibile la struttura dell’antenato selvatico. Questi due fattori a mio avviso spiegano molto bene la diminuzione del rapporto Cranio-Strutturale tra Lupo e CLC, nonché la perdita di peculiarità morfologiche del cranio.

Indubbiamente questo rapporto ha nel CLC delle variabili, anche importanti, che lo standard non contempla in qualsivoglia maniera. A mio avviso è invece un aspetto che fa una notevole differenza nel primo impatto visivo con il soggetto. Ad esempio nelle linee slovacche, meno condizionate dalla selezione militare e influenzate dalla consanguineità nelle dimensioni generali, alcuni soggetti spiccano in maniera prepotente per questo aspetto. Mi vengono alla mente soggetti come Gaius Dor e Milo Ruskov Dvor, Crying Wolf Galiba che, per quanto cani di modeste e medie dimensioni, impressionavano all’impatto per l’importanza della testa in rapporto al corpo, rispetto ai CLC che si vedevano in Italia.

Da quando ho cominciato ad allevare per me è rimasto un cruccio quello di poter comprendere ed eventualmente selezionare questa caratteristica. In termini tecnici un parametro morfologico quantitativo come un rapporto di grandezza deve poter essere misurato con esattezza e ripetibilità per poter essere selezionato, soprattutto quando si parla di rapporti strutturali (ossei) che possono essere falsati da muscoli pelle e pelo nella valutazione ad occhio.

La valutazione della larghezza della testa viene convenzionalmente misurata alla massima estensione in ampiezza laterale degli archi zigomatici; pur essendo questi archi, dei processi ossei a se stanti rispetto al cranio (o meglio neocranium) che contiene il cervello, essi sono interdipendenti.  Ad ogni modo questi sono i punti più esterni della testa. Il cranio di un CLC va, nella mia esperienza, dai 11 ai 12 cm nelle femmine e dai 12 ai 13,5 cm nei maschi. L’ampiezza all’arco zigomatico è una misura molto sicura, una volta preso confidenza al tatto con il cranio si riesce ad individuare facilmente il punto di massima ampiezza dell’arco zigomatico, e nel ripetere la misura anche da operatori diversi le differenze sono trascurabili, quasi nulle.

Su quale misura del corpo rapportare la larghezza della testa per avere un indice di differenza di questa proporzione? Dopo vari esperimenti che non mi hanno soddisfatto a pieno ho trovato una buona corrispondenza tra numeri e aspetto esteriore prendendo un indice strutturale ottenuto dalla media di tre larghezze strutturali.

 La prima di queste larghezze è l’ampiezza della cassa toracica a livello della decima    costola, quella che determina il punto più ampio della cassa toracica. Inizialmente  avevo dubitato di questa misura essendo le costole delle ossa mobili influenzate dal  respiro, ma poi provando a ripetere la misura svariate volte sullo stesso soggetto,  con il calibro di Martin Breath, mi sono reso conto che la misura nel momento di  espirazione aveva una ripetibilità molto affidabile. Unica cosa che può falsare questa  misurazione è un copioso strato di adipe che impedisca di sentire le costole al tatto.

 Il secondo e il terzo parametro sono la larghezza dell’osso pelvico rilevata sulla punta  dell’ileo (tuberosità sacrale dell’ileo) e sulla punta dell’ischio (tuberosità ischiatica o  punta della natica). Sono anche queste misure molto affidabili nella rilevazione. Tutte  e tre le misure sono molto importanti  nella determinazione della struttura del corpo e  dei suoi volumi. I cani appartenenti alla stessa razza hanno una conformazione  dell’osso pelvico in rapporto al tipo di movimento che sviluppano, e a seconda del  movimento e di altri fattori si determina anche la forma della cassa toracica. Queste  tre misure (e quindi anche la loro media) si fanno più grandi con l’aumento della  taglia, come anche l’ampiezza all’arco zigomatico. Calcolando il rapporto tra questi  valori è possibile confrontare due soggetti secondo il rapporto tra dimensioni della  testa e del corpo.

 Il rapporto si calcola partendo ottenendo tutte le misure necessarie:

 H: Altezza al garesse

 A: ampiezza arco zigomatico

 B: ampiezza 10° costola

 C: punte iliache (margine esterno della protuberanza)

 D: punte delle natiche (margine esterno della protuberanza)

 

Tutte queste misure è bene prenderle con un Calibro di Martin Breath, anche se esistono cinometri che arrivano a rilevare misure a partire da 10 cm, il cinometro è troppo ingombrante per prendere queste misure con cura, mentre con il calibro è più facile quindi più preciso, anche in virtù del fatto che gli estremi della pinza si infilano agevolmente nel pelo arrivando alla cute.

L’altezza al garrese, parametro semopre di riferimento, è una misura molto comune ma anche una delle più suscettibili ad errori, ci vuole un po’ di pratica per comprendere quando una misurazione è buona. Il celebre Queinnec consigliava di prendere la misura per nove volte per poi scartare le quattro più piccole e le quattro più grandi.

Un esempio pratico sarà sicuramente più chiaro:

- femmina di 61 cm, testa 11,5 cm, costole 14,5 cm, ileo 9 cm, ischio 14 cm; la media delle misure strutturali è 12,5 (14,5+9+14 / 3). La misura della testa si divide per la media strutturale (11,5 / 12,5)  e si ottiene un indice di 0,92

-f di 61,5 cm; testa 11 cm, struttura 13,3 ( media 15+10,5+14,5 / 3) 11/13,3  = indice di 0,82

-m di 70 cm; testa 13 cm, struttura 13,8 ( media 16+10,5+15 / 3)   13/ 13,8 = indice di 0,94

-m di 66,5 cm, testa di 13 cm, struttura 12,8 (media 15+9,5+14 / 3) 13/12,8 = indice di 1,01

-f di 65 cm, testa di 11,7 cm, struttura 13,1 (media 14,5+10,5+14,5) 11,7/13,1=  indice di 0,89                                                       

-m di 70 cm, testa di 12,7 cm, struttura 13,5 (media 15,5+10,5+14,5) 12,7/13,5=  indice di 0,94                                                     

-f di 62,5 cm, testa di 11,5 cm, struttura 13,3 (media 15+10,5+14,5) 11,5/13,3=  indice di 0,86                                                                        

 

Vedendo dal vivo questi sette soggetti l’espressione degli indici balza subito agli occhi, anche se quella con l’indice più basso è un po’ in sovrappeso e quindi l’indice sarà sicuramente viziato di qualche decimale; la prima femmina ha un rapporto cranio struttura migliore. Come anche il maschio più piccolo, con l’indice decisamente più elevato, è un soggetto dove l’importanza della testa salta subito all’occhio, molto di più dei maschi più grandi.

Articolo inserito il 07/04/2015