Periodo Neonatale parte 1

Caratteristiche e Fisiologia

Periodo Neonatale parte 1

Il periodo neonatale è la prima fase di sviluppo del cucciolo dopo la nascita; la vita del cucciolo si riduce a pochi schemi motori e comportamentali innati, cioè interamente governati dai geni ereditati dai genitori, la capacità di sviluppare nuovi comportamenti o affinare quelli esistenti è praticamente nulla, le sue capacità sensoriali sono limitate. Questa importante fase di sviluppo fisico è paragonabile anche se impropriamente,  alla fase intermedia di sviluppo delle rane, quella dei girini; altri mammiferi nascono già con le peculiarità motorie (ovviamente di capacità ridotta) e sensoriali dell’animale adulto che diverranno. Un esempio sono gli erbivori che nascono gia in grado di reggersi in piedi e seguire la madre dopo pochi minuti dalla nascita. Un animale predatore che protrarrebbe la gravidanza fino all’indipendenza motoria del cucciolo non sarebbe in grado di catturare neanche un topolino. La natura quindi ha ridotto la durata della gestazione, facendo nascere il cucciolo in una fase di sviluppo molto incompleta rispetto all’animale adulto.

Un cucciolo di lupo o canide che sia, se viene spostato dal contatto della madre, comincia a strisciare lentamente, a ciondolare la testa da una parte all’altra lamentandosi e pigolando. Questa vocalizzazione è una sollecitazione di cure o comportamento et-epimeletico e usualmente attrae l’attenzione della madre. Se essa non interviene il cucciolo continua a strisciare in circolo senza alcun orientamento. Nel momento in cui il movimento ondulatorio della testa lo porta a contatto della madre o dei fratelli si ferma e striscia verso di loro. Etologicamente si tratta di un infantile comportamento investigativo interamente basato sul senso del tatto; è un comportamento sostanzialmente inefficiente in quanto dipende interamente da un processo di tentativi ed errori. Questo comportamento risulta efficace solo quando la prole dimora in uno spazio ridotto; la tana che il lupo scava nel sottosuolo possiede nella parte più profonda una parte più ampia rispetto all’entrata, di forma circolare e dal fondo concavo. Questa struttura è atta a fare si che, con i movimenti striscianti e circolatori, i cuccioli appena nati si mantengano sempre al centro della camera principale senza disperdersi.

Durante l’assenza della madre i cuccioli si spingono l’uno contro l’altro a formare una unica massa e rimangono praticamente inattivi. In questa fase di sviluppo non possiedono la capacità di regolare la temperatura corporea, ma hanno la capacità di rispondere bene a questa mancanza. La quantità di globuli rossi di un cucciolo neonato è nettamente inferiore a quella di un cane adulto, e in virtù di ciò riesce a regolarsi, anche se in scala molto ridotta, come un animale a sangue freddo. Quando la madre è assente dalla tana la temperatura ambientale si abbassa considerevolmente e in parte anche quella dei cuccioli premuti gli uni contro gli altri. E’ una convinzione errata quella che i cuccioli appena nati debbano stare necessariamente a temperature elevate; perlomeno non è una esigenza fisiologica, ma trova motivazione nel prevenire l’attivazione dell’Herpes Virus. Il surriscaldamento artificiale ed eccessivo del cucciolo può portare alla morte in poco tempo.

Quando la madre torna dai cuccioli si distende al loro fianco e comincia a frugare tra loro con il naso, a ribaltarli e a leccarli sulla pancia e sui genitali per stimolare l’evacuazione di urina e feci, continuando a leccare finché non sono completamente puliti. Per i cuccioli il comportamento di evacuazione è un riflesso involontario, esso può essere attuato con qualsiasi cosa similare alla lingua della madre. Un cucciolo nella fase neonatale senza la madre non è in grado di liberarsi di urina e feci, e deve essere stimolato per non andare incontro a seri problemi. Questo comportamento della madre permette di tenere la tana pulita, e priva di forti odori che potrebbero permettere di localizzarla.

 

I cuccioli che sembravano in letargo, stimolati dalla madre si animano in men che non si dica e, con lo stesso comportamento investigativo sopra descritto, arrivano in contatto con il ventre materno e trovata la mammella nel folto pelo cominciano ad esibire i movimenti tipici della suzione. La forma più completa di questo modello di comportamento mostra il cucciolo spingere alternamente con le zampe anteriori sulla mammella, e seguendo il ritmo di questo movimento alternato spinge indietro la testa aiutandosi con un movimento di spinta delle zampe posteriori che gli permette di non scivolare indietro. Il capezzolo nella bocca del cucciolo è avvolto  saldamente per tre quarti dalla lingua del cucciolo, i muscoli della mandibola pongono in atto l’azione di risucchio contraendosi e rilassandosi.

Questi movimenti stimolano la lattazione e allo stesso tempo disturbano i cuccioli non ancora svegli che a loro volta si rianimano e si uniscono nei movimenti della suzione. Questa è la forma infantile del comportamento alimentare, che poi si trasformerà completamente nelle fasi successive di sviluppo.

Il cucciolo appena nato ha un livello di attività molto basso ed è quasi completamente composto da questi semplici modelli comportamentali. Essi reagiscono al dolore fisico, al freddo e alla fame con un limitato repertorio di lamenti e movimenti. Le sue capacità sensoriali sono molto limitate, nascono ciechi, sordi e privi di olfatto; paradossalmente nascono privi dei sensi principali che governeranno il comportamento del cane adulto

Che i cuccioli siano ciechi è evidente, le palpebre sono incollate e non vi è alcuna reazione a stimoli luminosi. Le orecchie per quanto presenti non hanno alcuna apertura del canale uditivo. Durante la fase neonatale sono completamente insensibili ai rumori (di qualsiasi frequenza), nonostante essi stessi ne producano. Infatti in questa fase la vocalizzazione della madre verso i cuccioli è praticamente nulla.

Meno scontata è l’assenza di olfatto, in quanto è possibile sentire il cucciolo neonato sniffare con energia e si ritiene che il cucciolo si diriga verso il ventre materno attirato dall’odore del latte. Uno studio scientifico ha dimostrato che il cucciolo neonato non è in grado di localizzare la madre dall’odore (James), un altro invece riporta che la mielinizzazione del nervo olfattivo e della parte del cervello che controlla l’olfatto è insufficientemente sviluppata per sostenere che ci possa essere una trasmissione ed elaborazione di segnali (P.J. Harman). Personalmente ho adottato un metodo empirico per stabilire l’attivazione dell’olfatto. Nella fase neonatale quando porto la bocca del cucciolo contro la mia guancia ricoperta dalla barba, il piccolo si anima improvvisamente alla ricerca del capezzolo dimostrando chiaramente di non distinguere il mio odore da quello della madre, e di essere tratto in inganno da uno stimolo tattile simile. Una decina di giorni dopo la reazione cambia nettamente, da un giorno all’altro. Alcuni cuccioli dopo aver ispezionato per qualche secondo la barba si fermano, altri ritraggono proprio la testa in segno di repulsione. Hanno ora la capacità di discriminare il mio odore da quello della madre.

Il senso del gusto è sicuramente presente, il cucciolo succhia qualsiasi cosa, un dito o una tettarella sporca di latte. Reagisce leccando succo di carne e pesce fin dai primi giorni mentre rifiuta il chinino (Scott & Fuller). Ha uno sviluppato senso della gravità e dell’equilibrio, se ribaltati a pancia all’aria subito si lamentano e cercano di rimettersi in posizione; quando gli manca l’appoggio pigolano angosciati.

In conclusione le capacità sensoriali del cucciolo neonato sono alquanto deficitarie rispetto a quelle del cane adulto. Soprattutto la priorità dei sensi è inversa: il neonato è primariamente un animale tattile, risponde al contatto, al dolore, alla temperatura (freddo). Il senso del gusto per quanto presente è molto limitato dalla mancanza dell’olfatto; il cane adulto è invece primariamente un animale osmatico (governato dall’olfatto), uditivo e visivo . Le capacità motorie si limitano a dei semplici modelli comportamentali che lo portano a strisciare lentamente. Esistono dei movimenti vibratori della coda durante l’ingestione del latte, ma il vero e proprio scondinzolare è assente.

Dal punto di vista comportamentale il cucciolo neonato è incapace di apprendere o di evolvere i propri schemi comportamentali in base alle circostanze ambientali. Questo è provato oltre che da numerosi studi sui sensi e le reazioni, anche dall’analisi al microscopio dei tessuti nervosi e del cervello. Essi come riferito poc’anzi hanno un grosso deficit di guaina mielinica per sviluppo, con la sola eccezione del nervo trigemino che conduce il senso del gusto nonché gli stimoli motori dei muscoli della mascella. La porzione non-acustica del nervo uditivo è ugualmente sviluppata, che permette al cucciolo di avere un ottimo senso dell’equilibrio.

Il modelli comportamentali del cucciolo sono limitati e connessi all’esistenza neonatale e peculiarmente differenti da quelli sociali del cane adulto; essi sono indirizzati ad un'unica funzione, ottenere nutrimento per fronteggiare un ritmo metabolico frenetico, che può portare ad accrescimento ponderale giornaliero fino al 15/20 % del peso corporeo. Il neonato è completamente immune da stimoli esterni che non siano dolore e freddo, dai quali può essere disturbato fisiologicamente in maniera importante, ma è praticamente immune da qualsivoglia ripercussione psicologica (Scott & Fuller). Solo attraverso la stimolazione tattile è possibile produrre degli effetti riscontrabili una volta terminato il periodo neonatale.

 

Alessio Camatta

Addestratore ENCI sez.1

 

Bibliografia

Scott & Fuller: "Genetic and the Social Behaviour of the Dogs"

Rumvinsky & Ostrander: "The genetics of the Dog"

Trumler: "A tu per tu con il Cane"

 

 

Articolo inserito il 12/11/2014